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C’è un’immagine di noi che vedo nella mia mente, come se guardassi una vecchia foto sfuocata che rigiro nelle mie mani. Ci sono io di profilo che fisso le onde in lontananza, appoggiata sulla ringhiera che dà sul lungo mare.
E poi ci sei tu che mi guardi, intensamente, come se mi rivedessi dopo tanti anni.
Il vento muove i miei capelli ed io alzo il bavero del mio cappotto perché siamo in inverno inoltrato e l’immagine mi suggerisce un giorno di Febbraio. C’è un pallido sole che spunta tra le nuvole grigie, cariche di pioggia. Poi tu mi prendi le mani e le scaldi tra le tue e mi abbracci forte, fino a quando il mio volto scompare tra le tue braccia che mi tengono stretta. Rimango così avvolta dal tuo odore, buono, ed il tempo diventa solo una categoria che a noi non appartiene più, perché ci siamo ritrovati.
E’ tutto così reale perché io ti vedo e ti osservo e ascolto la tua voce che ricordo ad ogni ora.
Poi riapro gli occhi. Un battito di ciglia e la foto scompare. Dove sono le nuvole cariche di pioggia? Ed il mare mosso da onde lente?
Tra le mie mani c’è solo una penna dall’inchiostro nero che scorre veloce ed incerta su un quaderno bianco dove di recente annoto i miei pensieri sotto forma di racconto.
Qualcuno ha il coraggio di saltare fuori, qualche altro rimane impigliato nella penna e cerca affannosamente immagini a cui dare forma. La forma  dei ricordi.


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