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Ultimi fiori d'Autunno - a mio padre

 C’era un sole caldo quel pomeriggio d’Autunno ed un silenzio irreale, rotto solo dal tonfo della terra che cadeva dalla ruspa.
Era strano, in quel momento, stringere tra le mani un libro di canzoni, che parlavano d’amore e di vita, là ove la vita se ne era andata via per sempre.
Una giovane donna, dal volto triste e malinconico, guardava la folla dei presenti, raccolti intorno alla brulla terra, che avrebbe accolto l’ultimo viaggio di quell’uomo.
Mestamente la folla dei presenti, si era radunata intorno ad una donna, che piangeva sommessamente, a volto basso, soffocando le lacrime che le rigavano il volto.
Poi se ne erano andati via via tutti, e su quel pezzo di terra arida , erano rimaste solo ghirlande di fiori, a colorare di speranza un luogo ove la gioia era da sempre stata bandita.
Una giovane donna, attese quel momento con una sorta di liberazione e guardandosi intorno, vide che non era rimasto nessun altro, al di fuori dell’uomo che le stava accanto e che le teneva un braccio sulla spalla. Nessuno dei due parlava.
La donna si flesse e raccolse una margherita bianca che spuntava dal mucchio dei fiori di campo, che formavano una piccola corona, con sopra incisi due nomi, il suo e quello dell’uomo che amava.
L’alzò verso l’alto e la guardò attraverso la pallida luce del sole d’Ottobre, quasi a volere cogliere il gioco d’ombre che la rendeva così viva e meravigliosa, in quel luogo di dolore.
D’un tratto aprì il libro che stringeva tra le mani e ripose la margherita tra le pagine, con cura e dolcezza; prese a scorrerlo, finché non si fermò e con decisione, strappò un foglio. Lo lesse avidamente, come a voler imprimere per l’ultima volta nella memoria di quel momento, le parole che vi erano stampate, e subito dopo lo fece scivolare dalle mani.
Con cura lo adagiò sui fiori, che sistemò come se fossero un mantello, e ricoprì il foglio strappato. Poi prese una manciata di terra e la fece scorrere, lentamente, come se fosse sabbia del mare, dal palmo delle mani. Era certa che le parole che erano impresse su quella pagina, avrebbero raggiunto suo padre, sussurrandogli l’amore che per tanti anni, non aveva avuto il coraggio di manifestargli, raccontandogli di lei, dei pochi anni che erano stati insieme e dei ricordi che a lui la legavano.
L’uomo che le stava accanto, l’abbracciò e la condusse lontano dalle ombre che malinconicamente, prendevano il posto dei colori del giorno.
Nella mente, custode di ricordi, erano rimaste solo parole d’amore, d’una canzone scritta tanti anni prima e scivolate via insieme agli ultimi fiori d’autunno.

~ A Mio padre, ovunque egli sia ~

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