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Buonanotte Camilla
Camilla aveva quattro anni ed era la più piccola di tre sorelle. Aveva lunghi capelli rossicci raccolti in trecce che la mamma le faceva ogni mattina, ed un viso delizioso che la faceva tanto somigliare a quell'angioletto che adornava il servizio buon da caffé della mamma.
Camilla ogni tanto se le rigirava tra le mani e ridendo diceva  "Questa sono io!". Inutile dirlo:  era la più coccolata in famiglia anche perché Camilla si serviva dei suoi meravigliosi sorrisi per aprire il cuore delle persone.
A quattro anni, nel villaggio di Wiltshire,  era famosa quasi quanto il vecchio sindaco la cui carica, a memoria d'uomo, durava da tanti di quegli anni al punto  che nessuno si dava più  la pena  di ricordarli. Un giorno Constance, la mamma delle tre bambine , ricevette una lettera da parte di zia Marge che era sua sorella  e  che le invitava per il fine settimana di Halloween.
"Evviva", gridarono in coro le tre bambine quando la mamma annunciò loro la notizia. Zia Marge viveva a qualche miglio di distanza da Wiltshire,  in una vecchia villa di campagna  di quelle che a guardarle fuori...brrr, mettono quasi i brividi. Che strani gusti aveva quella donna, si era detta più volte Constance, ma si sa...era pur sempre la sua cara sorella e le voleva un gran bene.
E così senza pensarci due volte, Constance preparò i bagagli, ed in compagnia di  Margareth, la governante, si mise alla guida del calesse e partirono.
La campagna inglese in quel periodo appariva delicata e triste come in un dipinto e Constance faceva sempre volentieri quel viaggio, solo per ammirare quello splendido paesaggio che sembrava uscito da un quadro.
Ed eccola là, zia Marge, sulla porta dell'enorme villa bianca, vestita con un lungo abito color viola - che gusti eccentrici che ha, disse tra sé e sé Constance - ed un cappellaccio da strega, mentre  salutava  le sue tre nipotine adorate.
Aveva preparato tutto a puntino per la festa di Halloween e aveva decorato la casa con zucche di ogni grandezza, ricreando un'atmosfera, chiamiamola gotica, che le bambine trovarono eccitante e spaventosa allo stesso tempo.
Eh sì, perché erano abituate a quella zia un po’  strampalata e dai gusti molto  strani e che una volta - raccontò loro - aveva parlato con i ragni mentre si trovava in compagnia di un vecchio fantasma.
Dovevate vedere le tre bambine come urlavano dal terrore in quei momenti mentre zia Marge, con voce teatrale, raccontava quella storia da brivido!
Un vero spasso per Constance e le bambine, abituate alla vita monotona della loro dimora e che finivano sempre  col divertirsi tantissimo.
Camilla, soprattutto lei, adorava sua zia e non la lasciava un attimo, tirandole di continuo il lungo abito per attirare la sua attenzione.
Nella casa c'era un lungo corridoio pieno di quadri antichi che avevano sempre attratto la bambina e Camilla amava percorrerlo soffermandosi su ciascun dipinto.
Lo faceva tutte le volte che veniva a trovare zia Marge  ed era diventato quasi un rito e un gioco allo stesso tempo.
Si divertiva ad inventare i nomi dei personaggi che vi erano dipinti e a fare ciao ciao con la manina.
Anche quella sera, mentre le sorelle e la mamma erano ancora sedute alla  tavola imbandita a festa, sgusciò fuori dalla sala da pranzo e  senza dare nell’occhio, rinnovando  quella consuetudine,  se ne andò trotterellando per la casa, fino a soffermarsi sui quadri del lungo corridoio.
Un quadro che non si ricordava di avere mai visto, la colpì in maniera particolare: vi era dipinto il volto di una bambina dai capelli rosso chiaro, quasi colore del grano, che teneva in mano un libro o forse un quaderno. Poteva avere cinque o sei anni, non di più.
Camilla restò a guardarla ipnotizzata quando ad un certo punto vide una lunga scalinata; subito
decise di salirla   perché curiosa com'era, si era ovviamente chiesta dove l'avrebbe condotta. E così dopo avere salito tutti i gradini,  si ritrovò davanti ad una porta, l'aprì ed entrò.
Dentro vi erano oggetti d'ogni genere che la zia aveva deciso di accatastare in quella stanza quasi buia, tra cui vecchie bambole, una culla,  uno specchio ed una spazzola adornati di seta bianca, e vari giocattoli di legno, tra cui un cavallo a dondolo.
Camilla alla fioca luce del sole del tardo pomeriggio che filtrava dalla tettoia,  li stava guardando quando qualcuno  le disse:
"Quel giocattolo era il mio preferito! Sì quello laggiù, il mio cavallo  a dondolo...", disse la voce che sembrava essere di una bambina.
"E tu chi sei?", domandò Camilla.
"Quella del quadro  -  le rispose la bambina – “Era tanto che volevo tornare qua ..Ma tu non dirlo a nessuno che sono ritornata , capito? E' come un segreto, anzi sarà il nostro segreto", le rispose la bambina.
"Sì il nostro segreto", disse Camilla con la sua vocina
"Dai provalo...vedrai ti piacerà", le disse la bambina del quadro.
Allora Camilla salì sul cavallo a dondolo e sorridendo a quella strana bambina che la guardava divertita, le domandò:
"Vuoi andarci tu ora?".
"Non posso" -  rispose quella – “Sai io sono trasparente".
"Cosa vuol dire?", chiese Camilla.
"Che non ho più un corpo".
"Ahhh" rispose Camilla poco convinta.
"Sai tanto tempo fa  io abitavo in questa grande casa e giocavo per ore con i miei giocattoli di legno".
"E poi cosa è successo?", le domandò  Camilla.
"Mi sono ammalata e sono diventata trasparente", le rispose la bambina.
Camilla che poco aveva capito delle parole di quella bambina, era più interessata ai giocattoli  così le  due bambine si misero a giocare insieme pettinando i capelli delle bambole che sembravano essere tornati ad essere  soffici come la seta. Ovunque toccavano le mani di quella bambina del quadro, tutto sembrava diventare magico.
Poi ad un certo punto Camilla udì la voce della mamma che la chiamava con tono preoccupato e ne sentì i passi mentre saliva la lunga scalinata che portava alla stanza.
Allora la bambina del quadro  le disse:
"Devo andare via......ma tu promettimi di non svelare mai il nostro segreto!".
Aprì la mano di Camilla e le disse "Ecco tieni...Ora devo tornare dalla mia mamma, ma grazie… sai? Di avermi fatto ricordare com'ero e quanto sono stata felice qua....Buonanotte Camilla!".
E Camilla non fece in tempo ad ascoltare le sue ultime parole, quando la porta si spalancò.
"Eccoti qua Camilla! Ma dove ti sei cacciata piccola?", le disse la mamma con un tono di voce preoccupato.
"Io stavo giocando.. mamma..."  e così dicendo corse in braccio alla mamma  mentre  questa la  conduceva giù dallo scalone. Allora qualcosa scivolò dalle manine della bimba cadendo a terra.
Constance lo raccolse e disse "Dove lo hai trovato Camilla? E' bellissimo!".
" Me lo ha dato...".
E mentre lo diceva guardò il quadro della bambina e si ricordò della loro promessa.
"L'ho trovato lassù mamma, posso tenerlo vero?" le domandò Camilla.
"E' un bellissimo cavalluccio a dondolo, così minuscolo e perfetto e fatto di legno poi...chissà di chi era!! Certo che puoi tenerlo bambina mia!".
E fu così che Camilla si abbandonò tra le braccia della mamma fin quando gli occhi le si chiusero e rivide in sogno la bambina trasparente che cavalcava su uno splendido cavallo a dondolo, nella soffitta che si era trasformata in una stanza piena di luce e di giochi.
C'è chi dice che i fantasmi non esistono...eppure in quel giorno che preludeva alla notte di Halloween, quando gli spiriti di coloro che hanno già vissuto tornano a visitare le dimore che furono loro care, una bambina era tornata in questo mondo forse perché aveva nostalgia dei suoi giochi o forse dei sorrisi e dell'amicizia che solo i bambini sanno donare.
 


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